Dalla piazza della Rimembranza, dove si trova l'ingresso alla Villa d'Ayala, sul lato settentrionale attraverso le caratteriustiche viuzze del centro storico, si giunge di fronte a Palazzo Foselli, situato a breve distanza dalla Chiesa madre.
La Chiesa di San
Giacomo presenta tre ingressi con portali barocchi del 1737.
Nel timpano di quello centrale è presente una scultura cinquecentesca in
rilievo raffigurante il Padre Eterno. L'interno a tre navate conserva altari
marmorei intarsiati di ottima fattura con statue del Seicento, del Settecento e
dell'Ottocento.
Interessanti sono anche un affresco raffigurante la Sacra Famiglia e il busto ligneo di San Giacomo, conservato in una teca.
Separata dal corpo della chiesa è la torre campanaria a due livelli, risalente al XVI secolo.
Legata al Palazzo Marcelli, nel quale fu ospitato lo storiografo borbonico Lorenzo Giustiniani, è la Cappella di Sant'Antonio.
Si tratta di un edificio a un'unica navata con altare intarsiato monocromatico del Settecento sovrastato da una nicchia abbellita da pregevoli stucchi con volute e cherubini. La cappella conserva i busti in legno seicenteschi di Sant'Antonio da Padova e di San Biagio, e la statua settecentesca di San Vito Martire.
VILLA D'AYALA - VALVA

La
Villa si estende per circa
diciassette ettari e
tutta murata
all’intorno. Vi
si accede dalla p.zza del Calvario, attraverso un
ampio cancello di ferro, ricavato in una torre merlata di stile normanno.
Uno scenario da inconsueta bellezza ancestrale caratterizza Villa d'
Ayala.
Avvolta in un magico silenzio, si presenta al visitatore come un ambiente quasi
irreale, isolato dal mondo esterno. Il parco che copre un'estensione di
diciassette ettari, rappresenta con il suo patrimonio boschivo un autentico
polmone verde.
Curata con arte magistrale, la Villa esprime nelle sue
fantastiche creature scultoree, nelle grotte, nelle fontanelle, nelle siepi di
bossi potate con perizia, tutta la ricercatezza del suo ideatore: il Marchese D.
Giuseppe Maria Valva. Tale retaggio artistico risale alla fine del Settecento ,
ma fu più tardi, intorno al 1867, che la Villa acquistò maggiore splendore,
per opera del Marchese Francesco d' Ayala-Valva.
La Villa è
circondata lungo il suo perimetro da mura dell' altezza di
circa tre metri. L'ingresso al parco si apre in una piccola torre con porta
neogotica chiusa da un cancello e sovrastata da una merlatura ghibellina.
Sulla desta del viale è visibile la Cappella della Madonna di Filermo, dove
annualmente i Cavalieri di Malta celebrano una messa commemorativa. Si incontra
poi il "Coffee house", con un portico neogotico di sei archi abbellito dalle
sculture delle Pacchiane, che rappresentano donne in costume lucano. Un tempo,
di fronte, si ammirava un "laghetto rotondo con dentro un castello
avente delle torricelle ai quattro angoli". Attualmente il laghetto,
descritto dall'annalista De Meo, non esiste più e in luogo del castello si ammira
una fontana adorna con le figure di Diana e un cervo in bronzo, mentre intorno
è il giardino all' italiana, abitato dalle marmoree stagioni dell'anno.
In fondo al viale una torretta sorregge la statua pure marmorea di Ercole.
Ogni angolo della Villa è una mera sorpresa per il visitatore. Ed è così
che nel corso del tragitto si resta incantati alla presenza di un anfiteatro
neoclassico, costituito da siepi potate a palchi, dove decine di busti marmorei
di uomini e donne, attendono silenziosi che dal palco vuoto lo spettacolo abbia
inizio. Desta meraviglia ancora un cammino sotterraneo, culminante in una
grotta, dove si trova la statua di Vulcano che batte il ferro rovente
sull'incudine.
Qua e là, come nascosti nel verde, fanno capolino dei veri capolavori
scultorei: fantastiche creature di pietra, dei, ninfe e puttini. Giunti in un
piazzale a forma di semicerchio si incontrano le statue delle Muse, di fronte
alle quali si apre la porta del giardino interno, recintato da un muro, con
viali che disegnano vagamente un'arpa; al centro una vasca con figure umane e
pesci. L'area è coronata da decine di busti marmorei. Due vialetti conducono al
portico del Castello con bassorilievi marmorei di Donatello Gabrielli. Così,
magicamente inserito nella magnificenza del grande parco, è il suo splendido
Castello. Esso sorge nell'area del vecchio palazzo baronale. Il complesso, per
l'origine normanna della casa marchesale, rispecchia lo stile architettonico
dell'epoca. E' tutto merlato e nel punto Nord è adiacente ad una grossa torre
detta "fortino".
Gli alberi centenari, molti dei quali importati da diverse parti del mondo e
qui ben acclimatati, le piante ad alto fusto, i giardini botanici dai diversi
motivi floreali, le siepi potate in forme geometriche rendono il paesaggio
rigoglioso. Tra la vastità e rarità delle specie arboree, le fontane -un tempo
dai mille giochi d'acqua-, e i viottoli, spiccano -disseminate con estremo buon
gusto - pregiate statue. Completano il quadro d'insieme i sentieri di lauroceraso, gli altissimi
platani, gli alberi di elce disposti a muraglie, i giardini all'italiana e
all'inglese che rendono il posto un vero labirinto artistico.